Rielaborazione redazionale
Il Sole 24 Ore del 12/12/2025
Il decreto Milleproroghe 2026 introduce lo slittamento al 1° gennaio 2027 dell’efficacia dei cinque testi unici fiscali già approvati e pubblicati in Gazzetta Ufficiale, relativi alle sanzioni tributarie amministrative e penali, alla giustizia tributaria, ai versamenti e alla riscossione, all’imposta di registro e agli altri tributi indiretti, nonché ai tributi erariali minori. La proroga consente di completare i processi di coordinamento normativo e di aggiornamento informatico necessari per rendere operativi i nuovi apparati legislativi senza interruzioni di continuità nell’amministrazione fiscale.
Il rinvio riguarda anche il futuro testo unico dell’imposta sul valore aggiunto (Iva), la cui approvazione definitiva dovrà già prevedere la nuova data di entrata in vigore. I testi unici sono di natura compilativa, ossia raccolgono e riorganizzano le norme esistenti senza introdurre modifiche sostanziali, ma l’ampiezza del loro perimetro impone un ulteriore periodo di verifica per garantirne l’allineamento con la legislazione europea e nazionale in materia di tributi. Particolare attenzione è dedicata ai testi che disciplinano Ivie e Ivafe, imposte patrimoniali sul valore degli immobili e delle attività finanziarie detenute all’estero, strettamente connesse ai tributi italiani corrispondenti.
L’autore sottolinea come il rinvio sia tecnicamente motivato dall’esigenza di evitare sovrapposizioni con le riforme fiscali ancora in corso e di preservare la stabilità dei sistemi informativi. Tra le osservazioni, emerge il tema della patrimoniale sulle attività finanziarie, che colpisce conti e dossier titoli con un’aliquota annua del 2 per mille, generando effetti cumulativi nel triennio. Il provvedimento mantiene inalterati anche i riferimenti normativi storici del Dpr 633/1972, rinviando il riordino numerico e sistematico delle disposizioni Iva. In prospettiva, la riforma dovrà armonizzare i testi unici con il futuro codice tributario e con le nuove codificazioni europee. La proroga al 2027 rappresenta dunque una misura di razionalità amministrativa e di prevenzione del contenzioso, assicurando un passaggio graduale e controllato al nuovo ordinamento fiscale.